mercoledì 23 giugno 2010

Lo SFINITo rivisitazione in italiano volgare ( nel senso vero del termine ) dell'Infinito di G.Leopardi

Sempre cara mi fu questa ernia al collo
E questa serpe che da tanta parte
scruta all’ orizzonte la guardo e mi strozza
Ma sedendo sul vaso e mirando, il contratto a tempo determinato
va mio zio di là da quella, e sovrumani
coiti e profondissima quiete dopo la prima
Io nel freezer ho un fungo, ove per poco
Il cono non si scongela. E come il vento
Odo sciroppate tra queste pesche , io quello
sfinito si lo zio a questa voce
Va comprando il mango e mi sovvien l'eterna anguria ,
E le pizze quattro stagioni, e la presente
E viva, e 'l suon di lei. Così tra questa
Infinità varietà di cibi s'annega il pesto mio:
E 'l panna con fragole m'è dolce in questo ( averna ) amaro.


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